Martina Franca: per la consulta l’assessore chiede aiuto ai clan

Posted on ottobre 23, 2009

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A Martina il Clan della Stretta è all’opera per la formazione della consulta giovanile

A Martina Franca un assessore comunale si è rivolto ad un clan attivo nella zona per portare avanti un’operazione politica di non poco impatto sociale: la creazione di un organo di proposizione e controllo dell’operato dell’amministrazione comunale. L’idea, pare, rimbalzasse nella mente di Mario Caroli già da qualche tempo, ma per realizzarla è servito aspettare l’adesione di uno dei tre clan martinesi che, già dall’anno scorso, si è occupato di politica e di cittadinanza attiva. Non è una stranezza che un clan si interessi di cosa pubblica, è noto, ma questa volta l’esperienza maturata in anni di scoutismo, all’insegna dell’impegno civile e sociale, può essere tradotta praticamente con la formazione di una struttura istituzionale aperta a tutti i ragazzi dai 15 ai trent’anni di Martina Franca, che hanno voglia di partecipare. Ma perché un’idea del genere, presente in tantissimi comuni italiani tra cui, uno vicinissimo a noi, a Putignano, possa funzionare, è necessario che l’azione parta dal basso, dai ragazzi appunto, anche se sponsorizzati da un amministratore. E il Clan della Stretta, del gruppo scout Martina Franca 3, in seguito ad un lavoro durato un anno sulla cittadinanza attiva, ha deciso di concretizzare il proprio impegno nella vita politica martinese, raccogliendo la sfida della creazione della Consulta Giovanile. E affinché non appaia strano che un’associazione come gli scout si occupi di politica è bene sottolineare che, in questo caso, non si tratta di beghe partitiche ma di partecipazione attiva alla vita della comunità, a cui tutti, in qualche modo, sono chiamati. E di cui tanti sentono la mancanza, sia perché il sistema attuale rende più difficile l’impegno concreto slegato da questioni elettorali, sia perché l’impegno politico è ormai delegittimato da chi lo mette in pratica, paradossalmente, badando spesso palesemente ai propri affari e poco alla res publica. Da questo la convinzione da parte dei cittadini che impegnarsi è inutile, della serie: «Tanto a che serve?».

I ragazzi degli scout però la pensano diversamente: la loro attività si basa sul servizio e la politica è la forma più alta di servizio. Così, spinti da Caroli, venerdì scorso hanno fatto la prima riunione organizzativa, con le realtà a loro più vicine, gli altri gruppi scout martinesi, l’associazione Partiti a Parte (che comunque è un’altra bella esperienza partita dagli scout) e un paio di rappresentanti della Consulta Vicariale, oltre naturalmente all’assessore. Assente giustificato l’Arci, impegnato quel giorno, ma che ha fornito ai ragazzi un censimento delle associazioni fatto a suo tempo dal Comune, ma che promette di essere sempre presente dalla prossima volta. L’elenco però, a quanto ci racconta uno dei capiclan, non è completo e non fornisce recapiti concreti. Un modo come un altro per sottolineare quello che si sa già, ovvero la mancanza di apertura dell’amministrazione nei confronti della partecipazione dei cittadini, che a lungo andare ha fatto assumere a Palazzo Ducale le sembianze di casa Addams, con i suoi misteri e i suoi segreti.

Per rompere il circolo vizioso cittadini poco attenti – politici inadempienti, Caroli spera che la Consulta venga fatta in tempi ragionevoli dato che, secondo lui, è il momento di avvicinare i giovani alla politica dando loro la possibilità di esprimersi in spazi istituzionalizzati, non solo in occasioni estemporanee. Ma non solo, dato che la Consulta Giovanile, come è concepita negli altri comuni, diventa un organo di controllo dell’operato del Consiglio comunale maggiore, poichè la voce di qualche decina di ragazzi vale sicuramente di più di un comunicato stampa dell’assessore di turno. «I giovani devono essere il soggetto della politica e non più l’oggetto» ci dice Caroli «e per questo c’è bisogno che le scuole, i partiti, le associazioni e tutte le organizzazioni si rendano conto della portata di questa possibilità».

I ragazzi del Clan della Stretta, che ci tengono a precisare che la Consulta non è un’iniziativa esclusivamente scoutistica e di cui faranno parte nella stessa misura di tutti gli altri soggetti, stanno organizzando un secondo, più importante incontro. Nel frattempo però, per aderire  senza aspettare di essere invitato, basta mandare una mail all’Assessorato alle Politiche Giovanili: asspol.giovanili@libero.it